5 OTTOBRE 2013
Gli
omosessuali stanno diventando una minoranza – sempre che in questa
società sia ancora tale -estremamente intollerante. Discriminati da
sempre, oggi non lo sono più, occupano posizioni di potere in ogni
settore e di alcuni, come quello della moda, hanno il monopolio. In
Parlamento si discute se varare una legge che consenta loro di sposarsi.
Com'è giusto che sia. Se due persone dello stesso sesso sono legate
affettivamente o comunque convivono perchè non devono poter rendere
giuridica la loro situazione? (Anche se una linea del genere, bisogna
saperlo, puo' portare molto lontano. Esistono, come nell'anticipatore e
splendido film di Truffaut, 'Jules et Jim', anche i 'triangoli' dove
due uomini convivono con la stessa donna, la amano, ne sono riamati,
mentre fra loro esiste una profonda amicizia. Perchè anche questa
situazione, se i protagonisti lo desiderano, non dovrebbe essere
regolata giuridicamente? Assisteremo quindi, in futuro, a matrimoni
collettivi, fra eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali
legati fra loro da amorosi sensi?). Gli omosessuali sono quindi
cittadini a pari diritti, questo è pacifico. Ma non possono pretendere
di averne più degli altri. Giorni fa Guido Barilla, patron dell'omonima
azienda (quella, per intenderci, del 'Mulino Bianco') ha dichiarato in
un'intervista che per lanciare i suoi prodotti non farà mai «uno spot
con una famiglia gay, non per mancanza di rispetto ma perchè non la
penso come loro». Apriti cielo. Sono insorti i gruppi omosessuali, Dario
Fo, Claudio Magris. Ma qui il sessismo non c'entra nulla, è una
questione commerciale. Il target del 'Mulino Bianco' è la famigliola
tradizionale, pulitina, ordinatina, perfettina che tante volte è stata
presa in giro per la sua banalità («cose da 'Mulino Bianco'»). Ma anche
la banalità della normalità ha diritto di esistere, non meno
dell'omosessualità, della bisessualità, della transessualità. Mi pare
che Fulvio Scaglione di Famiglia Cristiana abbia centrato il
punto: «La legge sull'omofobia è diventata, nella pratica e nella mente
di molti, una legge contro l'eterofilia. C'è un industriale che a
quanto pare non puo' fare pubblicità come vuole e per chi vuole».
L'intolleranza degli omosessuali nei confronti di chiunque non li
condivida si aggancia infatti anche alla recente legge sull'omofobia che
si inserisce nella più ampia legge Mancino che punisce l'istigazione
all'odio razziale, l'antisemitismo, la xenofobia. L'omofobia viene
definita «come condotta basata sul pregiudizio e l'avversione nei
confronti delle persone omosessuali, analoghe al razzismo, alla
xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo che si manifestano nella
sfera pubblica e privata in forme diverse quali discorsi intrisi di
odio». L'odio, come l'amore, la gelosia, l'invidia (motore quest'ultima,
sia detto per incidens, del consumismo e quindi alla base del sistema
liberista) è un sentimento e quindi, come tale, incomprimibile. Nessun
regime, neanche il più totalitario, si era mai spinto fino a questo
punto: a mettere le manette ai sentimenti (alle azioni e alle idee
ovviamente, ma non ai sentimenti). In democrazia dovrebbero essere
penalmente perseguite solo le azioni. Io ho il diritto di odiare chi mi
pare. Ma se gli torco anche solo un capello devo finire dritto e di
filato al gabbio. Se andiamo avanti di questo passo sul piano del
'politically correct' finirà che non potremo più dir nulla, solo
parafrasare la Gazzetta Ufficiale. In ogni caso se oggi uno non
appartiene a qualche minoranza protetta ma fa parte di quei quattro
gatti della maggioranza è spacciato.
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