Colombia: scoppia lo scandalo Das
di Romina Ialongo
Lo scandalo delle intercettazioni illecite rischia di travolgere il governo di Uribe.
Tutto ha avuto inizio lo scorso sabato, quando la testata “Semana” ha pubblicato un articolo in cui denunciava l’attività di spionaggio illegale del Das (Dipartimento amministrativo di sicurezza). Accuse gravissime che hanno coinvolto tutto il vertice dei servizi segreti colombiani che, senza autorizzazione alcuna, avrebbe messo sotto controllo i telefoni, i cellulari e le e-mail di magistrati, politici, giornalisti. Le informazioni raccolte sarebbero poi passate nelle mani della criminalità organizzata colombiana, incrementando notevolmente il fatturato illecito e alimentandone il business.
Allo scalpore per la notizia sono seguite inmediatamente le dimissioni dal servizio di controspionaggio di Jorge Alberto Lagos e, a quanto pare, non saranno le uniche. Il procuratore Mario Iguaran è al lavoro per individuare i diretti responsabili dell’illecito ed ha già fatto perquisire i locali del Das. Intanto il presidente colombiano Uribe, afferma di essere all’oscuro dei fatti e respinge qualsiasi ipotesi di coinvolgimento nello scandalo. “Non ho mai dato una sola volta l’ordine di far controllare la vita privata delle persone” ha detto ospite di un’emittente radiofonica. Dichiarazioni che infervorano gli animi dell’opposizione: l’ex presidente Cesar Gaviria critica Uribe accusandolo di aver perso il controllo del Paese.
Intanto da Washington, il ministro della Difesa colombiano, Juan Manuel Santos chiede la chiusura del Das. “E’ un malato terminale – ha affermato - e dobbiamo provvedere alla sua cristiana sepoltura”, magari sostituendolo con un altro organismo.
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