mercoledì 10 ottobre 2007

Chi occupa abusivamente il Lombardo-Veneto?

L’ Italia è occupante abusivo del Lombardo-Veneto

“La Cessione del Veneto” scritto da Genova Thaon di Revel alla fine del 1800.

Revel era il commissario plenipotenziario del Regno d’Italia sotto il governo di Re Vittorio Emanuele II di Savoia che gestì la “cessione” del “Regno Lombardo-Veneto” nel 1866. La cessione vedeva l’Impero Asburgico cedere il territorio a Napoleone, e quest’ultimo lo cedeva poi ai Savoia.

Era però scritto nei trattati che le popolazioni avrebbero dovuto accettare il passaggio con un plebiscito libero per accettare l’annessione del Lombardo Veneto al “Regno d’Italia sotto il governo monarchico costituzionale del Re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori”.

Il referendum, secondo alcuni autori come Beggiato e Borsetto, fu truccato, ossia le popolazioni non furono libere di esprimersi ma annesse con il condizionamento forzato di un voto fasullo. Si è portato a dimostrazione di questo, sia articoli di giornale del tempo, ma Borsetto ha recentemente dimostrato con le prove dall’archivio di Stato che in alcuni collegi vi furono più voti che votanti.

In molti collegi non si fece nemmeno il conteggio dei voti e si dichiarò l’annessione all’Italia !

Però, dimostrare che questo o quel fatto rendessero le elezioni sospette, non implica negare legalità e legittimità a quel plebiscito tutto intero.

L’approccio di questi autori ha il pregio di confermare che furono effettivamente dei “Plebisciti Burletta” come li definì già diversi anni fa l’ex fascista e giornalista Montanelli.

Ma dal mio punto di vista, un punto di vista orientato alla legalità, manca nei loro lavori l’esibizione di quella che io chiamo la “pistola fumante”, ossia l’esibizione di un fatto o di una prova che dimostri la illegalità senza alcun dubbio del plebiscito di annessione nel suo insieme.
La fornisco ora, dicendo però che questi elementi sono già in una causa di tribunale aperta a Venezia che avrà udienza nel novembre 2007. E’ materiale di mia produzione intellettuale, e gradirei essere riconosciuto come autore.

Stiamo parlando di un territorio molto vasto, che comprende oggi circa 10 milioni di persone, e nel trattato di cessione di Vienna del 3 ottobre 1866, l’articolo IV dice che “La frontiera del territorio ceduto è determinato dai confini amministrativi attuali del Regno Lombardo-Veneto” dove però “veneto” è aggettivo tradotto dall’originale “Venetien” , ossia di tutte le Venezie, da Bergamo a Udine come effettivamente saranno i luoghi del plebiscito, con la sorella Mantova.

In pratica, la nullità di quel plebiscito vale per tutta la Venetia nell’ italia geografica, terre che oggi sono variamente chiamate Lombardia (per Bergamo, Brescia e Cremona) Trentino (per Rovereto), Friuli (per Udine ) e Veneto (per la regione veneta con Pordenone, Grado ecc). Essendo i confini di allora e di oggi definiti dalla amministrazione Asburgica cedente, erano parte del territorio lombardo-veneto anche le importanti città di Milano, Pavia ecc, mentre per quella veneta lo erano anche Trieste e probabilmente Gorizia.

Cominciamo con il notare che però Milano e Pavia e altre città non votarono mai al plebiscito, venendo semplicemente annesse pur avendo diritto di voto come previsto dal trattato. E qui torniamo al commissario italiano Thaon di Revel, che nel suo proprio memoriale “la cessione del veneto” rise di gusto di aver annesso Milano e altre terre senza nemmeno un plebiscito !

Ma non è nemmeno il fatto che questo o quella città non votarono, o che questo o quel collegio fu truccato, che può costituire la “pistola fumante” di cui parlavo, ossia la dimostrazione della ASSOLUTA ILLEGALITA’ del plebiscito del 1866.

Il plebiscito del 1866 è nullo indipendentemente dal risultato e dallo svolgimento perché chi organizzò il plebiscito NON ERA LEGITTIMATO A FARLO, in quanto non era rappresentante del popolo veneto.

La cessione del lombardo-veneto doveva svolgersi prima fra gli Asburgo ai Francesi, questi ai veneti, i veneti dovevano decidere ed eventualmente unirsi all’Italia.

Invece il Commissario plenipotenziario del Re d’Italia, Genova Thaon di Revel, aveva ricevuto il territorio da 3 personaggi (Luigi Michiel, Edoardo De Betta e Achille Emi-Kelder) i quali non erano stati nominati da alcuno a rappresentare il popolo veneto. Questi signori, dopo aver ricevuto nelle loro mani la sovranità veneta dai Francesi, o meglio dal Commissario plenipotenziario di Napoleone, subito dopo, nell’arco di pochi minuti , “cedettero” il territorio ai Savoia.

La cessione dai Francesi ai Notabili Luigi Michiel, Edoardo De Betta e Achille Emi-Kelder era nulla perché essi non erano rappresentati demandati del popolo veneto, non erano stati eletti a ciò. E dunque, Thaon di Revel, ossia i Savoia, ricevettero poi il lombardo veneto da chi NON NE AVEVA LA RAPPRESENTANZA LEGALE.

In pratica, e come se i Savoia avessero comperato una casa da chi non ne era il proprietario, per di più in corso di fallimento del proprietario precedente. Ed in effetti una somma di denaro era stata stabilita per risarcimento agli Asburgo.

Ma i francesi sbagliarono destinatari non consegnando ai veneti il territorio ma a dei burattini del Governo Italiano.
In pratica, la cessione è NULLA, è l’Italia di oggi è senza titolo nel possesso del Lombardo-Veneto. Per altro, come ho già dimostrato in questo blog, la Repubblica Italiana NON DERIVA DAL REGNO D’ITALIA per nullità del referendum del 1947, e quindi il plebiscito del 1866 e comunque insignificante.
Perciò, dato che nel diritto internazionale non esiste usucapione, anche se sono trascorsi ben 140 anni e avvenute diverse guerre, il Governo Italiano è, resta e resterà per sempre un governo ABUSIVO, un fasullo proprietario che finge di essere tale. E’ un affittuario che non paga l’affitto, anzi, usa il locali per fini di sfruttamento economici senza nemmeno pagare le tasse.

Questo è ovviamente una negazione del diritto di autogoverno dei popoli che possiamo datare al tempo della rivoluzione americana.

Questo fatto non cambierà mai nemmeno se passasse la nuova costituzione europea che impone gli stati tal quali sono oggi.
Ma allora, chi dovevano essere i rappresentanti del popolo veneto del 1866 che avrebbero dovuto ricevere il “lombardo veneto “ dai francesi per poi eventualmente “consegnare” il territorio ai Savoia? Semplice erano quelli eletti poco tempo addietro nelle elezioni svolte, ed essi non erano Luigi Michiel, Edoardo De Betta e Achille Emi-Kelder, ma erano tutt’altre persone di cui Thaon di Revel sapeva l’esistenza avendone avuta una discussione durante la nomina dei notabili rappresentanti. Eventualmente solo loro eletti dal popolo veneto sarebbero stati legittimati a ricevere il territorio da Le Boeuf rappresentante di Napoleone per cederlo a Thaon di Revel, fermo restando che per altro Le Boeuf lo aveva ricevuto dagli Austriaci essi stessi occupanti abusivi dal 1848 con la rinata Repubblica di S.Marco.

Insomma, ecco la pistola fumante, per quanto detto, i prestanome fantoccio Michiel, De Betta e Emi-Kelder che ricevettero il territorio lo ricevettero perché nominati dal commissario italiano, e non perché legittimi rappresentanti del popolo veneto, ed infatti immediatamente essi cedettero il territorio senza attendere l’esito del dovuto plebiscito, e quindi senza che ciò fosse in nessuna maniera legittimo per i trattati dato che il popolo veneto non aveva ancora espresso la propria volontà all’annessione.

Non ha alcuna importanza se il plebiscito venne svolto bene e legalmente o sotto le baionette in questo o quel posto.

Il plebiscito era previsto e atteso, e non era solo una formalità di facciata come alcuni voglio far credere fosse normale. Questo è dimostrato dal fatto che pochi giorni dopo la cessione il commissario francese si lamentò anche con il Commissario Italiano perché il plebiscito si svolgeva già in presenza delle truppe Italiane, e che la cosa non fosse regolare lo comprova la sua corrispondenza con l’Imperatore Napoleone .

Ma in quel momento nel diritto internazionale Napoleone non aveva più il possesso del territorio essendo in teoria già avvenuto la consegna del territorio ai veneti, e il fatto che il diritto alla libera consultazione del Popolo Veneto venisse negato dai Savoia non era un fatto diverso da quando oggi le elezioni vengono truccate e gli altri stati tacciono per convenienza, e perciò Napoleone disse al suo commissario di lasciar correre .

La cessione del Lombardo-Veneto è una cessione nulla di un finto proprietario (i finti rappresentanti del popolo veneto) che cede un bene senza averne titolo. Per tanto tutti gli atti conseguenti compiuti dai nuovi acquirenti, ossia il Governo d’Italia, non hanno valore riguardo le Venetie perché atti fatti da occupante abusivo senza titolo, e fra questi atti nulli è compreso il plebiscito del 1866. Anche se sappiamo che era incompleto (per mancato voto di Milano e Pavia) , e come dimostrato dal recente studio del Prof. Borsetto anche truccato, e fortemente condizionato come dimostrato da Beggiato.
Essendo mancata al popolo veneto la possibilità di organizzare da sé in maniera libera il plebiscito del 1866, il risultato di esso è nullo/inesistente e non legittima alcuno (tranne il popolo veneto stesso!) a governare il territorio lombardo-veneto perché, la consultazione non fu libera come previsto dal trattato fra gli Asburgo, Napoleone e il Regno d’Italia, ma invece organizzato da OCCUPANTE ABUSIVO.

A novembre il giudice, comunque deciderà, farà perdere la legittimità al Governo Italiano, a maggior ragione se negherà questa evidenza giuridica.




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